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Curatorial projects

BROKEN IN THREE PLACES

Venezia - 2023

Dopo aver partecipato alla Summer School for Curatorial Practice a Venezia, ho avuto l’opportunità di curare, insieme al gruppo di lavoro del corso, la mostra “Broken in Three Places”, ospitata presso A plus A Gallery.

Il progetto espositivo ha coinvolto le artiste Maeve Brennan e Sophie Jung, con le quali abbiamo lavorato a stretto contatto durante lo sviluppo della mostra. Il percorso curatoriale si è concentrato sulla messa in dialogo delle opere, costruendo una narrazione capace di valorizzare le poetiche individuali delle artiste e, allo stesso tempo, creare connessioni visive, concettuali e spaziali tra i diversi lavori.

Attraverso un confronto continuo con le artiste e con il team curatoriale, ho approfondito il rapporto tra opera, spazio espositivo e pubblico, contribuendo alla definizione del concept, dell’allestimento e della lettura complessiva della mostra.

AURA FEST

Santa Lucia del Mela - 2023

Nel borgo di Santa Lucia del Mela ho partecipato alla realizzazione di Aura Fest, collaborando a fianco dell’artista Giuseppe La Spada.

Il progetto nasceva dal desiderio di trasformare una notte di celebrazione in un’esperienza culturale e spirituale, capace di mettere in dialogo arte, musica e territorio. In questo contesto ho contribuito alla disposizione delle opere lungo il borgo, lavorando sull’inserimento degli interventi artistici nello spazio urbano e valorizzando il rapporto tra opere, architettura e percorso del pubblico.

L’allestimento diffuso ha permesso di costruire una narrazione visiva attraverso le vie del paese, trasformando Santa Lucia del Mela in un luogo di incontro, riflessione e scoperta.

Replanting HUMAN BEINGS

Palermo - 2022

In occasione della performance “Replanting Human Beings”, presentata a Palazzo Riso a Palermo, ho affiancato l’artista Giuseppe La Spada nel ruolo di artist assistant e performer.

Il progetto nasce da una riflessione profonda sul rapporto tra essere umano, natura e sopravvivenza. La priorità non è soltanto piantare nuovi alberi per compensare i danni prodotti nel passato recente: la vera urgenza è “ripiantare” l’essere umano, coltivando nuove consapevolezze e nuovi innesti interiori.

La performance invita a immaginare una possibilità di sopravvivenza non solo in senso temporale, ma soprattutto valoriale e spirituale, restituendo centralità alla responsabilità dell’uomo nel rapporto con il mondo naturale.

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